In un’intervista rilasciata a una serie di importanti quotidiani europei il presidente francese Emmanuel Macron avverte: “L’Europa si trova di fronte a una fase di rottura geopolitica profonda”.

Secondo il leader francese alla vigilia di importanti appuntamenti strategici, il vecchio continente rischia infatti, di trovarsi in serio ritardo rispetto a Cina e Statti Uniti in settori chiave come industria, tecnologia e difesa.

Macron sottolinea l’importanza di una rapida trasformazione economica, volta a migliorare la competitività dei mercati europei, che si tradurrebbe in una più ampia autonomia strategica

Unità e sviluppo, nelle parole del leader francese, sono l’unico antidoto allo tsunami commerciale cinese e alla nuova postura internazionale degli Stati Uniti.

I controversi rapporti con l’amministrazione Trump, in particolare a proposito della dossier Groenlandia, rappresentano una sfida delicata, ma anche un’occasione per un “restyling” dell’UE, apparentemente sempre più incapace di essere incisiva nelle questioni internazionali.

Tra le proposte avanzate dal leader francese, la più ambiziosa è certamente quella di un meccanismo di indebitamento comune, tramite “Eurobond per il futuro”, per finanziare settori chiave come difesa e infrastrutture digitali.

Secondo le stime di Macron l’Unione Europea per migliorare la sua competitività avrebbe bisogno infatti, di circa 1.200 miliardi di euro annui di investimenti, necessari per recuperare lo svantaggio susicurezza e innovazione

Diversificare i partner commerciali e allo stesso tempo privilegiare i membri dell’Unione nei settori industriali, come ad esempio nella produzione dell’acciaio, rappresenta agli occhi del numero uno dell’Eliseo un nodo cruciale.

L’obbiettivo dell’Europa, secondo Macron, dovrebbe essere quello di ridurre la dipendenza europea dalle infrastrutture digitali e dal gas di Washington. Il passaggio sulla “preferenza europea”, tuttavia, ha già incontrato la preoccupazione e la diffidenza di diversi paesi, tra cui Germania e Italia, che temono che questa ricetta possa allontanare investimenti stranieri.

Un’agenda tanto lunga quanto ambiziosa quella del leader francese, tenuto conto anche dellafragilità interna: a meno di 15 mesi dalla scadenza del suo mandato e senza una solida maggioranza il suo programma rischia di cadere nel vuoto.

Parigi lancia l’allarme, ma solo gli appuntamenti dei prossimi mesi sveleranno il futuro dell’Europa.

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